Sono padre e figlio di 50 e 24 anni i due attentatori entrati in azione domenica 14 dicembre a Sydney sulla spiaggia di Bondi Beach, dove almeno 16 persone hanno perso la vita, tra queste anche uno dei terroristi. Ad aprire il fuoco contro la folla che celebrava l’inizio della festa ebraica dell’Hanukkah sono stati Sajid Akram, morto nel conflitto a fuoco con la polizia e il figlio Naveed, rimasto ferito e ora ricoverato in ospedale sotto sorveglianza degli agenti.
Media: “I due attentatori hanno giurato fedeltà all’Isis”
Gli investigatori della Joint Counter Terrorism Team (Jctt), un’unità australiana composta da agenzie statali e federali, ritengono che i due attentatori responsabili dell’attacco a Bondi Beach a Sydney avessero giurato fedeltà all’Isis. È quanto apprende l’emittente Australian Broadcasting Corp. (Abc), che cita anche fonti secondo cui due bandiere dello Stato Islamico sono state trovate nell’auto degli attentatori.
Sempre all’emittente australiana Abc risulta inoltre, secondo quanto ha saputo da un funzionario della Jctt, che l’Asio, cioè l’agenzia di intelligence australiana, si era interessata a Naveed Akram sei anni fa, dopo che la polizia aveva sventato i piani per un attacco terroristico dell’Isis, per i suoi stretti legami con una cellula terroristica del gruppo con base a Sydney. In particolare, secondo la fonte, Naveed Akram era strettamente legato a Matari, un uomo che sta scontando sette anni di carcere per aver pianificato attacchi dell’Isis come comandante australiano autoproclamato del gruppo terroristico. Matari faceva parte di una cellula dell’Isis insieme ad altri uomini di Sydney che da allora sono stati condannati per reati di terrorismo ed erano anche vicini a Naveed Akram, secondo le fonti citate da Abc.
Uno degli attentatori deteneva legalmente sei armi
Gli investigatori, subito dopo l’attacco, avevano riferito che uno dei due attentatori che hanno aperto il fuoco a Bondi Beach, a Sydney deteneva sei armi da fuoco autorizzate e all’indomani della sparatoria il primo ministro australiano Anthony Albanese ha proposto leggi nazionali più severe sulle armi. Albanese ha annunciato che proporrà nuove restrizioni, tra cui una limitazione sul numero di armi che una persona in possesso di una licenza può ottenere. “Il governo è pronto a prendere tutte le misure necessarie – ha dichiarato ai giornalisti – Tra queste c’è anche la necessità di leggi più severe sulle armi. Le persone possono radicalizzarsi nel tempo, le licenze non dovrebbero essere a tempo indeterminato”.
Tra le vittime anche una bambina
Tra le 15 persone uccise dai terroristi a Sydney ci sono anche una bambina di 10 anni e un uomo di 87. Lo ha detto ieri il premier del Nuovo Galles del Sud Chris Minns. Minns afferma che l’età dei deceduti varia dai 10 agli 87 anni e che 42 persone risultano ancora ricoverate. Finora sono stati identificati 5 dei 15 uccisi: il Rabbino Eli Schlanger, Dan Elkayam, Alexander Kleytman, Rabbino Yaakov Levitan e Reuven Morrison. Lo riporta Abc.
Questo articolo Attentato a Bondi Beach, chi sono gli autori della strage di Sydney proviene da LaPresse







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