“Altri due-tre giorni in più, forse fino all’inizio della prossima settimana”. È quanto è disposto a concedere Donald Trump all’Iran per giungere a un accordo che scongiuri nuove operazioni militari. Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha ricordato il suo passo indietro annunciato nella serata di ieri. “Ero a un’ora dal prendere la decisione” di attaccare, ha assicurato Trump riguardo alla più recente tregua concessa a Teheran su pressione dei Paesi del Golfo, che spingono per il proseguimento dei negoziati.
I negoziati tra Trump e l’Iran
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha confermato che la comunicazione tra i leader regionali e le parti coinvolte nella guerra è “in corso”, ma ha anche precisato di credere che “serva più tempo” per raggiungere un’intesa. Trump ha affermato che “sarebbe molto felice di raggiungere un accordo senza bombardare a tappeto”. Visione confermata anche dal vicepresidente JD Vance che ha precisato che gli Stati Uniti sono “pronti e carichi” per riprendere la guerra, ma che non vorrebbero “percorrere questa strada”.
Dal canto suo l’Iran, tramite il portavoce delle forze armate iraniane Mohammad Akraminia, ha minacciato: “Se il nemico commette una nuova follia e attacca di nuovo il nostro Paese, apriremo nuovi fronti contro di lui con strumenti e metodi inediti“.
Israele e la Global Sumud Flotilla
Mentre si prolunga il cessate il fuoco in Iran, Israele si è concentrato sul fermare la Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. Dopo un primo abbordaggio avvenuto ieri, oggi la spedizione ha annunciato che tutte le 50 barche salpate dalla Turchia per rompere l’embargo imposto alla Striscia sono state intercettate. Secondo la portavoce in Italia, Maria Elena Delia, le forze israeliane hanno sparato proiettili “non identificati” contro almeno sei barche, di cui una battente bandiera italiana.
La Farnesina ha comunicato che “il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto di verificare urgentemente l’uso della forza da parte delle autorità israeliane, che, secondo quanto riferito dagli attivisti italiani, avrebbero utilizzato proiettili di gomma contro le imbarcazioni della Flotilla”. Almeno 30 italiani, tra cui l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto, sono stati fermati e trasportati insieme agli altri attivisti al porto di Ashdod. Tajani ha chiesto all’ambasciatore italiano in Israele di chiedere alle autorità che “a tutti i cittadini italiani partecipanti alla Flotilla per Gaza siano assicurati un trattamento dignitoso, piena protezione e la garanzia della loro incolumità nel corso di qualsiasi operazione amministrativa, di sicurezza o logistica condotta dalle autorità locali”.
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