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Mbappè-Psg, club condannato a pagare 61 milioni di euro

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Kylian Mbappé vince la disputa legale con il Paris Saint-Germain, la sua ex squadra. Il tribunale del lavoro di Parigi ha stabilito infatti che il club francese dovrà versare 61 milioni di euro alla stella del Real Madrid in una controversia legata a stipendi e bonus non versati alla scadenza del suo contratto, prima del trasferimento in Spagna, nell’estate del 2024. La sentenza del tribunale può ancora essere impugnata.

Mbappè-Psg, che cosa era successo

La disputa va avanti da due anni e mezzo. L’attaccante, al Psg dall’estate 2017, era stato messo fuori rosa nel 2024. E la ragione era proprio l’intenzione di arrivare a scadenza. Una scelta che avrebbe privato il club parigino di una ricca indennità di trasferimento, cosa che poi è successa, nonostante gli fosse stato offerto il contratto più redditizio nella storia della Società quando ha firmato un nuovo accordo nel 2022. Mbappè è stato escluso da una tournée pre-campionato ed è stato costretto ad allenarsi con giocatori marginali. Nel 2024 è passato al Real Madrid e i rapporti col Psg si sono definitivamente raffreddati. 

La difesa di Mbappè: “Il diritto del lavoro si applica anche nel calcio”

Gli avvocati di Mbappé hanno sostenuto che il Psg gli doveva oltre 260 milioni di euro e che il Psg chiedeva a Mbappé inizialmente 440 milioni di euro, citando danni e una “perdita di opportunità” dopo che l’attaccante ha lasciato il club a parametro zero. I legali hanno anche affermato che la sentenza “conferma che gli impegni devono essere onorati. Ristabilisce una semplice verità: anche nel calcio professionistico, il diritto del lavoro si applica a tutti“.

Il club ha accusato Mbappé di essersi tirato indietro da un accordo dell’agosto 2023 che presumibilmente includeva una riduzione dello stipendio in caso di partenza a parametro zero, un accordo che il Psg ha affermato essere volto a tutelare la propria stabilità finanziaria. Il Psg ha affermato che Mbappé ha nascosto la sua decisione di non prolungare il contratto per quasi 11 mesi, da luglio 2022 a giugno 2023, impedendo al club di organizzare un trasferimento e causando gravi danni finanziari. Lo ha accusato di aver violato gli obblighi contrattuali e i principi di buona fede e lealtà.

I sostenitori di Mbappé hanno insistito sul fatto che il Psg non ha mai prodotto prove che l’attaccante abbia accettato di rinunciare a qualsiasi pagamento. I suoi avvocati hanno affermato che il club non ha pagato stipendi e bonus per aprile, maggio e giugno 2024.

“Mbappé ha adempiuto scrupolosamente ai suoi obblighi sportivi e contrattuali per sette anni e fino all’ultimo giorno”, hanno dichiarato i suoi consulenti. “Ha fatto tutto il possibile per evitare contenziosi, arrivando persino a ritirare una denuncia per molestie in uno spirito di conciliazione. In totale, chiedeva il pagamento dei suoi stipendi e bonus da oltre 18 mesi”.

Il Psg ha respinto tutte le accuse, sottolineando che Mbappé ha preso parte a oltre il 94% delle partite nella stagione 2023-24 e ha sempre lavorato in condizioni conformi alla Carta del Calcio Professionistico.

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