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ONU: Coronavirus minaccia per intera umanità. 20 mila i morti. Anche la Russia verso lockdown

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 “Covid-19 minaccia l’intera umanità” per questo “la solidarietà e ‘azione globale sono cruciali”. Così il segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres, ha introdotto il Piano di risposta umanitaria globale alla Covid-19, destinato a “combattere il virus nei Paesi più poveri del mondo” ricordando che è “l’unica guerra che dovremmo condurre”. Un appello al comune impegno per fermare il nuovo coronavirus che ha ucciso in pochi mesi quasi 20mila persone nel mondo, secondo la Johns Hopkins University. I contagi confermati sono almeno 441mila, 110mila le persone guarite.

Dopo la Cina, dove i casi si sono ridotti e la provincia di Wuhan comincia a revocare il lockdown, e dopo l’Italia, sono gli Usa ad avere il maggior numero di contagi. Almeno 55mila i casi, di cui 25mila nello Stato di New York, e 800 morti. Qui l’allarme è più alto: il governatore Andrew Cuomo ha informato che il numero di ricoverati è salito a 3.800, 900 le persone in terapia intensiva. Il sistema potrebbe collassare, per la previsione che i casi salgano ancora per tre settimane: serviranno 140mila letti d’ospedale, ne esistono 53mila. Al Congresso è stato trovato l’accordo per un maxi pacchetto di aiuti per arginare l’impatto del virus, annunciato poco dopo che il presidente Donald Trump ha detto di sperare che la crisi sia risolta entro Pasqua. Dichiarazioni che contraddicono le previsioni delle autorità sanitarie.

Dall’altra parte del mondo, anche l’India è entrata in lockdown, chiudendo in casa 1,3 miliardi di persone. Ormai almeno un quarto della popolazione mondiale vive con limitazioni al movimento e ai contatti sociali. Nel Paese solo 450 contagi sono stati confermati, a causa dei pochi test condotti, ma il premier Narendra Modi ha avvertito: se non si agisce subito, il Paese tornerà indietro di decenni. In India vive una enorme quantità di persone in estrema povertà, il secondo dato più alto al mondo. In molte aree le condizioni igieniche e sanitarie sono scarse, e la popolazione è particolarmente vulnerabile alle malattie. Tutto, tranne i servizi essenziali, è stato chiuso, e la rete ferroviaria è stata fermata.

Anche la Russia ha infine deciso di tenere a casa i lavoratori non essenziali, nel giorno in cui ha registrato i primi due decessi per Covid-19. I casi sono 658, 163 in più in 24 ore, in decisa crescita rispetto ai giorni precedenti. I critici avevano accusato il presidente Vladimir Putin di voler tenere bassi i dati perché si potesse tenere il voto sulla riforma costituzionale che potrebbe consentirgli di restare al potere. Putin, alla fine, ha rinviato quel voto a data da destinarsi. Intanto, ai governatori provinciali è stato ordinato di velocizzare la preparazione di nuovi reparti ospedalieri e all’esercito di mobilitarsi per affrontare la crisi.

Anche in Colombia è scattato il lockdown e il Messico ha chiesto alle aziende di fermare il lavoro che prevede le persone si spostino, mentre è stato registrato il primo caso di trasmissione locale. In Brasile, il presidente d’estrema destra Jair Bolsonaro ha accusato i media di “allarmismo” e chiesto alle autorità locali di revocare le restrizioni: per lui si tratta di una influenza semplice e la maggior parte dalla popolazione non ha nulla da temere. I casi nel Paese sono oltre 2.200, i morti 47. In Africa, la nazione più colpita resta il Sudafrica, con almeno 700 casi, mentre la popolazione si prepara al lockdown da venerdì.

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