Giornate chiave a Berlino per il processo di pace sull’Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato ricevuto ieri in Cancelleria dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e ha incontrato la delegazione americana. Oggi, 15 dicembre, sono attesi nella capitale tedesca numerosi capi di Stato e di governo per un vertice politico allargato.
I leader a Berlino, c’è Giorgia Meloni
Tra i presenti all’incontro la prima ministra della Danimarca Mette Frederiksen, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo António Costa, il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il presidente francese Emmanuel Macron, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il premier della Norvegia Jonas Gahr Støre, il primo ministro polacco Donald Tusk, il segretario generale della Nato Mark Rutte, il premier dei Paesi Bassi Dick Schoof, il primo ministro della Svezia Ulf Kristersson e il premier britannico Keir Starmer. Oltre ovviamente al padrone di casa, Merz.
I colloqui Kiev-Usa
I colloqui si sono svolti inizialmente tra ucraini e statunitensi. Secondo diverse fonti, i russi erano indirettamente “al tavolo”: l’inviato Usa Steve Witkoff avrebbe mantenuto contatti con Yuri Ushakov, capo negoziatore e consigliere del presidente russo Vladimir Putin, tramite intermediari. Merz ha accolto i partecipanti ma, secondo fonti governative, non ha preso parte ai negoziati. Presente invece il suo consigliere per la politica estera Günter Sautter, con un ruolo di moderazione. Nella delegazione ucraina anche il capo di Stato maggiore Andriy Khnatov.
La possibile rinuncia di Zelensky alla Nato
Zelensky ha confermato di non insistere più sull’adesione dell’Ucraina alla Nato, aprendo a una svolta significativa dopo anni di richieste formali di ingresso nell’Alleanza. In cambio, Kiev chiede garanzie di sicurezza vincolanti da parte degli Stati Uniti, dei partner europei e di altri Paesi alleati. “La Nato sarebbe stata una vera garanzia di sicurezza, ma anche accordi bilaterali possono prevenire una nuova invasione russa”, ha spiegato il presidente ucraino, proponendo un cessate il fuoco lungo l’attuale linea del fronte.
Restano però distanti le posizioni con Mosca. Zelensky ha definito “inaccettabile” la richiesta russa di un ritiro delle truppe ucraine da aree delle regioni di Donetsk e Luhansk non conquistate dall’esercito russo. “L’opzione più giusta è fermarsi dove siamo”, ha detto, auspicando il sostegno americano.
La posizione del Cremlino
Dal Cremlino, il consigliere Yuri Ushakov ha smorzato le attese parlando di “poche buone notizie” dai colloqui di Berlino e affermando che i contributi di Ucraina ed europei al piano di pace promosso dal presidente Usa Donald Trump “difficilmente saranno costruttivi”, ribadendo che Mosca non intende arretrare sulle sue richieste territoriali.
Sul fronte politico europeo, il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito che Francia, europei e ucraini “cercano solo la pace”, assicurando l’impegno di Parigi per una soluzione “solida e duratura” capace di garantire la sicurezza dell’Ucraina e dell’Europa. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato il sostegno dell’Italia a Kiev, sottolineando che la pace “non si costruisce con le parole, ma con la deterrenza”.
Merz ha infine ribadito l’obiettivo di “una pace duratura in Ucraina” e che “gli interessi ucraini sono anche interessi europei”, rinviando al vertice allargato il confronto politico decisivo.
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