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Vuelta 2020: si chiude l’ultimo grande giro della stagione! Analisi, pronostici, quote antepost e favoriti ultima tappa

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Vuelta 2020, prende il via anche l’ultimo grande giro a tappe della stagione. Chi sono i favoriti per la vittoria finale?

Tutto quello che c’è da sapere sulla Vuelta 2020 con pronostici, favoriti, analisi e quote nel blog sul ciclismo firmato B-Lab Live!

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#ColVentaglioNonSbaglio, il blog sul ciclismo a cura del nostro Francesco Defano dove trovare periodicamente analisi, favoriti, news e tutte le migliori quote relative alle corse sulle due ruote, dalle grandi classiche di un giorno ai giri di tre settimane. Scopriamo insieme la Vuelta 2020 con favoriti, analisi, quote e percorso.

Tanta incertezza fino alla fine a causa della pandemia di Covid, ma fortunatamente il Giro di Spagna può prendere il via. Eliminate le prime tre tappe che si sarebbero dovute svolgere nei Paesi Bassi, la frazioni totali saranno dunque 18 invece delle canoniche 21.

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Vuelta 2020, il percorso

Come da tradizione sarà un percorso duro, con molti arrivi in salita e pendenze spesso proibitive. Anche le tappe di media montagna saranno imprevedibili.  Da sottolineare arrivi come l’Angliru, la Covatilla, e soprattutto lo spettacolare sconfinamento in Francia con Portalet, Aubisque e Tourmalet in successione. Prevista una sola cronometro: circa 33 km favorevoli agli specialisti ma anche in questo caso con una dura salita finale. Praticamente assenti le tappe prive di difficoltà, considerando anche il vento lungo le coste che potrebbe giocare un ruolo fondamentale.

Le 18 tappe

  1. Irun-Arrate. Eibar (173 km) ***
  2. Pamplona-Lekunberri (151,6 km) ***
  3. Lodosa-Laguna Negra de Vinuesa (166,1 km) ****
  4. Garray. Numancia-Ejea de los Caballeros (191,7 km) *
  5. Huesca-Sabiñanigo (184,4 km) **
  6. Biescas-Col du Tourmalet (136,6 km) *****
  7. Vitoria Gasteiz-Villanueva de Valdegobia (159,7 km) **
  8. Logroño-Alto de Moncalvillo (164,5 km) ****
  9. B.M. Cid Campeador. Castrillo del Val-Aguilar de Campoo (163,6 km) *
  10. Castro Urdiales-Suances (185 km) *
  11. Villaviciosa-Alto de La Farrapona. Lagos de Somiedo (170,2 km) ****
  12. La Pola Llaviana/Pola de Laviana-Alto de l’Angliru (109,2 km) *****
  13. Muros-Mirador de Ézaro. Dumbrià (33,7 km, cronometro) **
  14. Lugo-Ourense (204,7 km) **
  15. Mos-Puebla de Sanabria (230,8 km) ***
  16. Salamanca-Ciudad Rodrigo (162 km) ***
  17. Sequeros-Alto de La Covatilla (178,2 km) *****
  18. Hipodromo de la Zarzuela-Madrid (124,2 km) *

 

Vuelta 2020 pronostici, le tappe

Tappa 1, Irun-Arrate. Eibar (173 km)

La cancellazione delle prime tre tappe fa sì che già all’esordio sia in programma un arrivo in salita: evento rarissimo e tutto da gustare che potrà già dirci molto sulle condizioni dei big. Complicato prevedere se arriverà la fuga o se la giocheranno i capitani, visto che non abbiamo alcun riferimento. Favorito d’obbligo Valverde. Essendo la prima vale poi la pena provare alcune quote alte: Woods, Vlasov, Martinez, Chaves. Per eventuale fuga a quote stellari Grossschartner o Aranburu.

Tappa 2, Pamplona-Lekunberri (151,6 km)

Ancora una frazione breve ma intensa, anche se, a differenza della prima tappa, questa volta la cima dell’ultima salita sarà posta a 15 km dal traguardo. Finale tutto in discesa e dunque favorevole a un attacco. Possibile un arrivo in gruppetto, dunque occhio a Valverde e Dan Martin. In caso di attacco da lontano piacciono Mohoric, Sanchez e Geschke.

Tappa 3, Lodosa-Laguna Negra de Vinuesa (166,1 km)

Ancora frazione impegnativa, con una salita finale di poco meno di 9 km. Inizio molto movimentato per una Vuelta che sembra avere un padrone già definito (Roglic), con un super Kuss a fare da scudiero. Domani potrebbe attaccare qualche antagonista, e allora se Roglic è scontato le alternative si chiamano Carapaz, Chaves e Mas (quote molto alte). In caso di fuga (da non escludere), Mohoric, Fraile e Peters.

Tappa 4, Garray. Numancia-Ejea de los Caballeros (191,7 km)

Prima occasione per le ruote veloci. Tappa abbastanza lunga ma senza alcun GPM e con un percorso che tende spesso verso la discesa. Per le quote testa a testa Bennett-Ackermann con Philipsen terzo incomodo. Alla cieca scegliamo il tedesco Ackermann, che ipoteticamente grazie al fisico potrebbe patire meno le forti raffiche di vento aragonesi.

Tappa 5, Huesca-Sabiñanigo (184,4 km)

Percorso mosso e adatto agli attaccanti. Tre GPM non difficilissimi che ben si adattano a una fuga a lunga gittata. Ultimi km in leggera salita che invoglieranno corridori esplosivi. In molti potrebbero provare la zampata, su tutti attendiamo Aranburu, Wellens, Sanchez e il nostro Bagioli.

Tappa 6, Biescas-Aramon Formigal (146,6 km)

Cancellati Aubisque e Tourmalet, la tappa è stata dirottata sui Pirenei spagnoli. Tre GPM dalla metà della corsa in poi, di terza, seconda e prima categoria. Salita non trascendentale ma con tratti impegnativi sui quali i big potrebbero provare a darsi battaglia. Roglic è un nome banale ma è il più in forma, le alternative si chiamano Carapaz, Kuss e Carthy. In caso di fuga occhio a Champoussin.

Tappa 7, Vitoria Gasteiz-Villanueva de Valdegobia (159,7 km)

La situazione si fa decisamente più interessante, vista la crisi di Roglic nell’ultima tappa. Adesso comanda Carapaz, e tutti gli altri pretendenti alla Roja potrebbero guadagnare in fiducia e coraggio (attenzione a Mas). Si riparte dopo il primo giorno di riposo, e ovviamente occhio ai tamponi. Come successo per il Tour (ma non per il Giro), in caso di due positività il team intero verrà estromesso. I due casi saranno però conteggiati solo tra i corridori e non anche nello staff. Frazione mossa e adatta a fuggitivi oppure attaccanti. Protagonista il Puerto de Orduna (1a categoria), ripetuto due volte, ma al secondo scollinamento mancherà ancora circa una ventina di km. Ci aspettiamo la fuga e scegliamo Bagioli, Sanchez, Formolo e Woods.

Tappa 8, Logroño-Alto de Moncalvillo (164,5 km)

Si fa di nuovo sul serio, con un arrivo in salita che potrebbe dire molto in chiave classifica generale. Tappa breve con una prima parte semplice, quindi prima salita di giornata (Puerto de la Rasa) e picchiata fino a imboccare il difficile Alto de Moncalvillo, 8,3 km al 9.2% di pendenza media. Probabile sfida gomito a gomito tra i big, resta da vedere se Roglic si sarà ripreso dopo la crisi dell’ultima volta. Carapaz favorito anche se dovrà guardarsi da più avversari. Occhio a Kuss che sta curando la classifica scalatori, a quote più alte luci puntate su Vlasov e Chaves che sono attardati ma sicuramente vorranno lasciare un segno.

Tappa 9, B.M. Cid Campeador. Castrillo del Val-Aguilar de Campoo (163,6 km)

Dopo tanta salita e il riscatto di Roglic nell’ultima tappa, tornano protagonisti gli sprinters. Percorso praticamente senza asperità, con un solo traguardo volante ad animare la corsa. Arrivo piuttosto semplice e volata che pare scritta. Non molti i velocisti protagonisti in questa Vuelta. Bennett ha dimostrato di avere una marcia in più, ma la quota non vale quasi il rischio. Philipsen e Ackermann sono l’interessante alternativa a quotazione più alta. Il nostro Mareczko la sorpresa, magari ancora sul podio.

Tappa 10, Castro Urdiales-Suances (185 km)

Frazione sulla carta semplice, ma che in realtà nasconde alcune insidie. Innanzitutto il possibile vento, visto che si corre costeggiando il mare. Quindi un GPM di terza categoria quando mancheranno circa 60 km, ma soprattutto gli ultimi due km che sono in leggera salita. Rettilineo finale che tira sul 5%, pertanto occhio agli attacchi dei finisseurs. Non scontata la volata a ranghi compatti: Bennett favorito, ma nella speranza di quote più alte scegliamo Cort Nielsen, Cavagna, oppure l’attacco a sorpresa di Sanchez o Smith. Outsider Van der Sande.

Tappa 11, Villaviciosa-Alto de La Farrapona. Lagos de Somiedo (170,2 km)

Tappone asturiano con ben 5 GPM e un arrivo in salita in grado di fare la differenza. Si parte con un’ascesa di terza categoria per scaldare le gambe, poi quattro prime categorie: l’ultima è l’Alto de La Farrapona, 17 km al 6.5% di media con punte dell’11% a circa 2 km dal traguardo. Tappa sicuramente spettacolare che regalerà emozioni intense, visto che Carapaz si è visto sfilare la roja da sotto il naso e sicuramente vorrà rifarsi. Roglic ha dimostrato grande gamba e soprattutto voglia di attaccare appena se ne presenta l’occasione. Su così tanti km di salita però scegliamo ancora Carapaz, più scalatore puro. Dopo esserci andato vicino, ci riproverà sicuramente Vlasov, da non perdere a ottima quota. Altro probabile attaccante sarà Guillaume Martin. Sorpresa a quota più alta Gaudu.

Tappa 12, La Pola Llaviana/Pola de Laviana-Alto de l’Angliru (109,2 km)

Ennesima cassa per noi, e altra tappa spaccagambe per i corridori. Frazione brevissima ma terribile: due GPM di terza che precedono due GPM di prima, e per chiudere in bellezza sua maestà l’Angliru, teatro dell’ultima meraviglia di Alberto Contador. Ascesa durissima di 12,4 km al 9.9% di media, ma gli ultimi 7 km sono a dir poco infernali: pendenza quasi sempre sopra il 13% e punte oltre il 23%. Ieri i big hanno risparmiato le forze, ed è pronosticabile vederli all’opera per trionfare sull’Angliru. Vincere qui potrebbe voler dire dare una spallata definitiva alla classifica generale. Indiziato numero uno ovviamente Roglic, che punta a chiudere il discorso. Da provare anche Vlasov, lo stiamo inseguendo e prima o poi potrebbe piazzare la zampata. La sorpresa può essere Poels.

Tappa 13, Muros-Mirador de Ézaro. Dumbrià (33,7 km, cronometro)

Giornata chiave con la cronometro che potrebbe definire distacchi importanti. Più di 30 km praticamente tutti in piano e adatti agli specialisti, quindi durissimo strappo finale di poco meno di 2 km con pendenze significative. Il terreno sembra adattissimo a Roglic, che verosimilmente dovrebbe guadagnare su tutti gli avversari in classifica e ha anche buone chances di portare a casa la tappa. Non molti i cronomen presenti, occhio soprattutto a Cavagna che ha una quota leggermente più alta e invitante dello sloveno e merita di essere provato come prima scelta. A quota ancor più alta Mas, come pazzia Van Garderen, che un tempo in una prova come questa avrebbe fatto faville.

Tappa 14, Lugo-Ourense (204,7 km)

Si torna a correre in linea dopo la vittoria di Roglic nella crono. La frazione numero 14 è mossa soprattutto nella seconda parte, con tre salite non particolarmente dure ma adatte a lanciare la fuga. Ultimi km che tirano ancora verso l’alto, probabile una zampata da finisseur di qualche attaccante che sia della prima ora oppure no. Le quote ammettono ancora una volta le possibilità di una volata, ma così come nella decima tappa non ne siamo convinti. Buone opzioni sono quelle di Aranburu, Cavagna e Cort Nielsen. Sorprese a quota più alta Bagioli, Sanchez, Wellens. La pazzia potrebbe essere il nostro Formolo.

Tappa 15, Mos-Puebla de Sanabria (230,8 km)

Dopo l’ennesima cassa con Wellens, ci buttiamo a capofitto nel rush finale. La numero 15 è la tappa più lunga della Vuelta 2020. Il profilo altimetrico molto mosso ma non difficile e il finale lasciano pensare a una frazione adatta alla fuga, con il gruppo che potrebbe lasciare via libera in attesa della resa dei conti nei prossimi giorni. Ben cinque GPM, ma tutti di terza categoria. Sicuramente saranno tantissimi i pretendenti all’attacco, e fare nomi diventa un terno al lotto. Proviamo a fare ordine: tra i protagonisti potrebbero esserci Rui Costa, Aranburu, Cort Nielsen, Bagioli, Gorka Izagirre. Sorprese a quota più alta Champoussin e Cattaneo.

Tappa 16, Salamanca-Ciudad Rodrigo (162 km)

Antipasto della decisiva penultima frazione a La Covatilla. Frazione mossa che presenta due GPM non banali, uno di seconda e uno di prima categoria. In vetta mancheranno 35 km al traguardo, e gli ultimi 20 sono praticamente tutti in discesa. I big potrebbero provare un attacco, ma la vittoria di tappa potrebbe comunque andare ai fuggitivi. Anche oggi tantissimi nomi in pole: Sanchez, Gorka Izagirre, Rui Costa, Aranburu e Cattaneo (vicinissimo alla vittoria nella scorsa tappa) su tutti.

Tappa 17, Sequeros-Alto de La Covatilla (178,2 km)

Ci siamo, sull’Alto de La Covatilla a quasi duemila metri di altitudine si decide la Vuelta 2020. Tappa dura con saliscendi continui, ma il punto chiave sarà sicuramente la salita finale. Si parte con un’ascesa di prima categoria che lancerà la fuga, quindi tre GPM di terza e uno di seconda categoria. Sfida finale tra i big lungo gli 11 km al 7% di media e 12% di massima dell’Alto de La Covatilla. Roglic dovrà provare a difendersi dagli attacchi di Carapaz e Carthy. Speriamo ancora una volta in Vlasov, che spesso si è avvicinato al successo senza mai riuscire a coglierlo. Diamo anche fiducia a Carapaz, che giocherà le sue ultime carte. Tra i big occhio anche al padrone di casa Mas. Tra i più lontani in classifica, a quote più alte scegliamo G. Martin e Poels.

Tappa 18, Hipodromo de la Zarzuela-Madrid (124,2 km)

Dopo la strenua difesa di Roglic su La Covatilla, che ha permesso allo sloveno di mantenere la maglia rossa e portare a casa la Vuelta, ecco la passerella finale che porterà la carovana a Madrid. Percorso breve e semplice, con un circuito finale da ripetere 5 volte nella capitale spagnola. Volata sulla carta scontata, dovrebbe essere un testa a testa tra Bennett e Ackermann. L’irlandese ha preservato bene le energie nelle ultime tappe e resta secondo noi il favoritissimo, anche se la quota è bassina. Chi vuole provare una quota più alta può sperare nel tedesco che comunque non parte battuto. Difficile prevedere attacchi a sorpresa, forse Aberasturi o Cavagna (che potrebbe provare l’allungo per evitare il lavoro negli ultimi metri ai propri compagni di squadra per Bennett).

 

Vuelta 2020, le quote antepost e i favoriti

A differenza di Giro e Tour, qui pare esserci un unico favorito, e cioè Primoz Roglic. Il percorso si adatta alle sue caratteristiche e la cronometro potrebbe dargli un ulteriore slancio. La quota però è molto bassa, considerando soprattutto la situazione attuale. Seguendo le quote troviamo Dumoulin (che va forte a crono ma potrebbe patire le dure pendenze) e Carapaz (al contrario, a suo agio in salita ma con il rischio di perdere parecchio terreno a crono). Mas e Vlasov sono outsider pericolosi e andrebbero provati almeno per il podio: il primo esce da un grande Tour chiuso al quinto posto, il secondo è stato costretto al ritiro alla seconda tappa del Giro pochi giorni fa e dunque dovrebbe essere fresco ma avere comunque una buona condizione fisica.

 

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